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martedì 22 dicembre 2009

Volere è potere...il mio panettone Nickel Free

E' ormai da ieri pomeriggio che continua a nevicare, non s'è fermato un attimo; la città sempre così frenetica ora appare invece silenziosa, ferma. Io pure sono silenziosa ma la mente e i pensieri invece, quelli di silenzioso non hanno nulla...li ascolto. Tra un pensiero e l'altro, come promesso, vi mostro le foto del mio terzo esperimento (stavolta riuscitissimo) del panettone. Fuori concorso ovviamente :)
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Questo giovedì (neve permettendo) parto per la Puglia, non so se riuscirò a postare qualcosa di buono anche da lì, probabilmente no ma per quanto riguarda il CONTEST, continuate pure a fare affidamento sulla sottoscritta.
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Per informazioni e/o dubbi: metamorfosinaturale@gmail.com.
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E adesso passiamo alla ricetta nickel free :)
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PANETTONE A LIEVITAZIONE NATURALE (senza uova) AL RUM, ZUCCA E SEMI DI PAPAVERO
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Ingredienti per 2 panettoni:
  • 1100 gr di farina forte (tipo Manitoba);
  • 200 gr di lievito madre ottenuto mediante 12 rinfreschi consecutivi nell'arco di una settimana, mattino e sera;
  • 200 gr di zucchero di canna;
  • 300 gr di zucca;
  • 300 gr di burro (di cui 100 gr da utilizzare solo prima di infornare);
  • 1 bacca di vaniglia Bourbon;
  • 1 cucchiaio e 1/2 di Rum;
  • la buccia grattuggiata di un limone profumatissimo;
  • 150 ml di latte di riso;
  • 1 cucchiaio abbondante di semi di papavero;
  • 1 cucchiaino di miele di acacia;
  • 1 presa di sale;
PREMESSA: Innanzitutto per quanto riguarda i rinfreschi, dopo 2 esperimenti falliti (seguendo differenti metodi di lavorazione) e un po' anche per mancanza di tempo, ho pensato di impastare il lievito mattina e sera per un intera settimana in modo che fosse il più attivo possibile per l'impasto finale. Ho infatti ottenuto un composto alveolatissimo e bianco, profumato, i cui avanzi sono stati utilizzati per produrre "TIGELLE" per una settimana intera O_o
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Se incontrate una tigella che cammina quella sono io *_*
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Per questi rinfreschi ho utilizzato sempre lo STESSO TIPO DI FARINA, questo è un passaggio IMPORTANTE; munitevi quindi di chili della STESSA MARCA di farina perchè la stessa verrà utilizzata anche per l'impasto finale, niente cambiamenti improvvisi dunque!
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Nelle sperimentazioni precedenti il problema "stampi" ha contribuito notevolmente alla cattiva riuscita del mio panettone! Se non volete ritrovarvi con un impasto che vi gira per casa...PROCURATEVI GLI STAMPI appositi e, se non riuscite a trovarli, rimediate acquistandoli QUI o, come ho fatto io, seguite QUESTE istruzioni e "costruiteveli" con carta forno.
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Meglio che niente O_o
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PROCEDIMENTO: Dopo una serie di rinfreschi del vostro lievito per 12 volte consecutive (mattino e sera) nell'arco di una settimana, prelevatene un pezzo da 200 gr, munitevi di pazienza e determinazione e cominciate.
  1. In una ciotola, unire al lievito 150 gr di farina Manitoba e acqua quanto basta a ottenere un impasto elastico e morbido ma non appiccicoso. Coprire e lasciar lievitare in un luogo caldo per almeno 3 ore.
  2. Riprendere l'impasto che avrà raddoppiato il suo volume e aggiungere altri 150 gr di farina, un cucchiaino di miele di acacia e una parte del latte di riso (il resto lo useremo dopo) quanto basta affinchè il risultato sia ancora una volta morbido ma non appiccicoso; lasciar lievitare per altre 3 orette;
  3. Nel frattempo, dopo averla tagliata a tocchetti, lasciar andare la zucca sul fuoco con un fondo di acqua, lo zucchero di canna (tutto), i semi di papavero, una bacca di vaniglia Bourbon incisa, il RUM. Lasciar cuocere a fuoco medio/basso per 15/20 minuti; frullare con un mixer ottenendo un composto abbastanza denso. Aggiungere la buccia grattuggiata di un limone e lasciar raffreddare;
  4. Unire 200 gr di burro tagliato a tocchetti, la restante parte del latte di riso al composto di zucca, mescolare fino a completo scioglimento;
  1. Trascorse 3 ore, riprendere l'impasto che avevamo lasciato a lievitare, setacciare 600 gr di farina su un piano e cominciare ad impastare energicamente aggiungendo poco per volta la zucca; ciò vi faciliterà nella lavorazione, io ho impastato a mano per una 30ina di minuti. Dividere in due l'impasto e fare le pieghe richiudendo ognuna delle due parti a "palla" delicatamente;
  2. Porre l'impasto in due stampi per panettone di media grandezza (avendoli fatti da me non so esattamente a quale peso corrispondessero) e lasciar lievitare in un luogo caldo e riparato per almeno 10/12 ore (una notte intera);
  3. Trascorso il tempo necessario riprendere i panettoni che avranno raddoppiato (se non triplicato) il loro volume e con un coltello fare una croce al centro di essi. "Aprire" verso l'esterno le quattro "punte" che si saranno andate a formare e in mezzo all'impasto porre 50 gr dei 100 di burro che avevamo lasciato da parte (50 gr per ogni panettone);
  4. Preriscaldare il forno a 200° e infornare, dopo 15 minuti abbassare la temperatura a 180/150° e portare a cottura (ci vorrà almeno un ora), verificare con uno stecchino lungo.
Sfornare i panettoni, infilzarli con dei ferri da maglia per poterli posizionare a testa in giù; io ho usato degli stuzzicadenti di legno da spiedino, sufficientemente lunghi. Una volta completamente raffreddati cospargere di zucchero a velo o, a piacere, glassare. Richiusi in un sacchetto di plastica conservano più a lungo la loro morbidezza. MA QUANTO SONO BUONI????!!! :O
Che dite, vi sembra ancora così difficile?
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La FOTO della fetta è solo un più! Potete partecipare al contest con quella che secondo voi meglio rappresenta il risultato finale :)
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...ricordate, la nuova e definitiva scadenza: 15 gennaio 2010!
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*Auguri di cuore*
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"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile".
(San Francesco d'Assisi)

lunedì 7 dicembre 2009

Buono come il pane

La verità? Latito un'altra volta e non mi è difficile, faccio fatica a scrivere, a trovare le parole e le ricette giuste. Ultimamente ho poca fantasia e quello che cucino dev'essere "a misura" di qualche problemino di salute.
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Comunque ci sono e aspetto sempre con curiosità le prime ricette del CONTEST...o state pensando di deludermi/ci?
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Spero di no...come siamo messi a pazienza? Lo volete il premio oppure no?
Nell'attesa, vi informo che ho deciso di prorogare la SCADENZA al 23 dicembre, vi sembra ancora troppo poco tempo? Mi auguro di no. Prelevate il bannerino e spargete la voce mi raccomando.
Sè vero che il panettone lo mangereste tutto l'anno è anche vero che prima arriva meglio è...non credete? Affrettatevi, ne vale la pena, parola di prima assaggiatrice ufficiale.
Intanto, ho pensato di partecipare, a mia volta, a un altro contest...quello di MARILUNA che vede protagonista l'OLIO DI OLIVA.
Qualche settimana fa i miei ne hanno auto-prodotto un bel quantitativo direttamente in terra pugliese. Ovviamente nulla a che vedere con quello che s'acquista al supermercato che, per la verità, io non acquisto mai. Raramente mi capita di assaggiarne uno che non sia "familiare".
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L'olio è l'ingrediente che manca difficilmente dalle nostre tavole, in particolar modo dalle tavole di "noi" meridionali. Qui al Nord, per molti piatti, al suo posto si predilige il burro.
Buono anche lui, sicuro, ma l'olio...mi riporta ai colori e alla semplicità della mia terra e anche per questo sono convinta che il miglior modo per esaltarne il sapore sia con altrettanta semplicità, accompagnato da un ottima fetta di pane caldo magari appena tostato.
L'olio di quest'annata prodotto dai miei, dopo la raccolta delle olive durata 3 giorni, l'assaggerò tra qualche settimana...intanto ho pensato di farmi una bella fetta di pane con quello dello scorso anno. Io me la sono gustata con una generosa spolverata di bottarga e una manciata di semi di girasole tostati anche loro.
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Il pomodorino? Ha il nickel lo so ma questa volta non ho saputo resistere.
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"CIABATTINE DI GRANO DURO A LIEVITAZIONE NATURALE con OLIO DI OLIVA & ZAFFERANO"
Ingredienti per 9 ciabattine:
  • 250 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 400 gr di farina Manitoba
  • 400 gr di farina di grano duro (de Cecco)
  • 1 bustina di zafferano
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva pugliese
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini e 1/2 di sale fino
  • acqua naturale, q.b. ad ottenere un impasto morbido e liscio
  • bottarga di tonno in polvere
  • semi di girasole
PROCEDIMENTO: In una ciotola, sciogliere il lievito con una parte di acqua, aggiungere l'olio di oliva e lo zafferano, mescolare facendo si che quest'ultimo si sciolga perfettamente. Unire le farine, lo zucchero e l'acqua restante cominciando a impastare. Per ultimo (da non dimenticare) unire il sale e impastare ancora fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.
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Coprire la ciotola con la pellicola e un panno, sistemare in un luogo caldo per almeno 3 ore. Trascorso il tempo necessario, riprendere l'impasto ormai raddoppiato, rovesciarlo su un piano e ricavarne 9 pezzature per ognuna delle quali faremo un giro di pieghe.
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Lavorare le 9 parti d'impasto dando loro la forma di ciabattine sulle quali praticheremo 3 o 4 taglietti con un coltello. Sistemare i panini nelle teglie rivestite da carta forno, coprire e lasciar lievitare ancora due orette.
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Trascorso questo tempo, spolverare con la farina di grano duro le ciabattine e infornarle a 180°/200° per 40/50 minuti, fino a completa doratura (temperatura e tempo di cottura sono sempre determinate dal forno che possedete).
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Con questa ricetta partecipo al contest di MARILUNA - "L'oro nel piatto".
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"Sii il primo ad aver fede nel tuo ideale, se desideri che gli altri credano in esso."
(Inayat Khan)

lunedì 2 novembre 2009

° Epilogo D.O.P °

Dunque, questo post ha cambiato titolo almeno una decina di volte ed è da stamattina (anzi, da ieri) che aspetta di essere scritto e sfornato O_o
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La giornata dovrebbe essere composta da più di 24 ore, ne sono sempre più convinta. Mi ero fatta un programmino di tutto punto che per l'ennesima volta non sono riuscita a rispettare.
Come se non bastasse ci si è messa anche la pioggia! Le scene sono state svariate, tra sacchetti della spesa e ombrello nuovamente "alle cozze" sono tornata a casa più nervosa di prima :/
Parliamo della ricetta invece che è meglio...
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...Il famoso "cooming soon" rimandato a oggi perchè ieri non avrebbe avuto lo stesso sapore (che nemmeno oggi ha) nonostante fosse dedicato proprio a ieri...
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....un giro di parole incasinato ma insomma questo è.
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Come ogni weekend, tra domenica e lunedì, io impasto il pane (con stupore di molti) che mangerò nel corso della settimana; pane ma anche focaccia se capita, quello che mi va insomma.
L'idea di queste focaccine particolari è nata in maniera del tutto casuale accostando due ingredienti che in quel momento avevo messo in stand by.
Le avevo già notate QUI e mi hanno rapita al primo sguardo; poi quest'estate ,frugando tra i libri di cucina di mia sorella inscatolati dopo l'ultimo trasloco, chettìsalta fuori???
Nientedimeno che il libro magico (interamente in inglese, poco male...ripasso)! PANE! E quanti tipi di pane! L'agguanto e porto a casa...(sschhh) ripromettendomi di provarli tutti tutti tutti...o quasi.
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Se come me amate i lievitati non potete lasciarvelo scappare anzi, qualora vi capitasse, prendetelo e mettetevi all'opera! Più di 100 ricette di pani da tutte le parti del mondo! Per cominciare...
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Si chiamano Khachapuri - [...in pratica torte salate al formaggio; oltre a rappresentare uno spuntino perfetto possono anche costituire la base di un elaborato banchetto a tema. Ogni regione ha la sua varietà, ma la scelta è ampia in tutto il paese.] - Alla fine del post ve le descriverò brevemente.
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La mia versione di Khachapuri però è quasi completamente rivisitata sulla base di...lievitazione naturale, gusto personale, improvvisazione, ingredienti del famoso pacco pugliese di qualche tempo fa.
IngredientE, al singolare...
Essì perchè il pacco profumato conteneva anche due belle (e buone) mele cotogne, il formaggio di capra è invece l'acquisto del supermercato.
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Da un po' di tempo a questa parte amo assaggiare tutti i tipi di formaggi di capra che "incontro" nel banco frigo. Nonostante le perplessità di molti per il gusto tipicamente acidulo a me piacciono parecchio. Assaggia oggi, assaggia domani...posso dire che cè formaggio e formaggio e quello di capra non è soltanto sinonimo di "acidità". Cominciate anche voi la degustazione andando oltre il "solito" caprino e ne vedrete delle belle.
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° KHACHAPURI con il tronchetto di capra & mela cotogna alla vaniglia e qualcos'altro...D.O.P.°
Ingredienti per l'impasto:
  • 150 gr di farina Manitoba
  • 250 gr di semola rimacinata di grano duro di Altamura
  • 200 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 2 cucchiai di OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA PUGLIESE D.O.P. padre-made
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini scarsi di sale
  • latte parzialmente scremato q.b.
Ingredienti per il ripieno:
  • 200 gr di tronchetto di capra
  • 1 mela cotogna
  • 1 cucchiaio abbondante di zucchero aromatizzato alla vaniglia Bourbon
  • i semi di 1/2 bacca di vaniglia Bourbon
  • 1 cucchiaio di liquore SUPER PUNCH d'Abruzzo Jannamico
  • poca acqua
  • latte e zucchero per spennellare
PROCEDIMENTO: In una ciotola unire il lievito, le farine, olio di oliva, zucchero e amalgamare. Cominciare a versare il latte tiepido un po' per volta fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido; per ultimo il sale come sempre. Impastare energicamente e riporre in un luogo caldo per almeno 3 ore.
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Riprendere l'impasto e dividerlo in 4/5 pezzature; con un mattarello stendere sottilmente ogni parte fino ad ottenere dei dischi di medie dimensioni. Adagiare ogni disco in piccoli stampini per mini crostatine.
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Tagliare a tocchetti il tronchetto di capra e distribuirne un po' per ogni disco di pasta. Nel frattempo, in un pentolino, tagliare la mela cotogna; aggiungere zucchero, i semi della bacca di vaniglia (lasciate il baccello durante la cottura se volete), il liquore (buonoooo, provatelo!), acqua q.b.
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Lasciar cuocere la mela a fuoco moderato per qualche minuto, il tempo di ammorbidirsi. Aggiungere quindi la frutta, un po' per ogni disco, sui tocchetti di formaggio. Portare verso l'alto i bordi dell'impasto come a voler formare dei saccottini; potrete anche decidere di lasciarli semi aperti.
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Spennellare i bordi con una miscela di latte e zucchero. Infornare a 180°/200° fino a doratura e finchè il formaggio si sarà fuso.
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E' un lievitato che mi ha dato molta soddisfazione, non solo per il connubio dolce/salato (per altro la mela cotogna si sposava perfettamente con il formaggio) ma anche per l'impasto stesso, fragrante e soffice! Da provare, con questo o con il ripieno che più vi piace.
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Come ho detto prima, esistono diversi tipi di KHACHAPURI, di seguito ve ne elenco alcuni:
  • Khachapuri Acharuli - la varietà dell'Adjara è una potente iniezione di calorie a forma di barca coperta di formaggio filante, burro e uova;
  • Khachapuri Imeruli - relativamente leggera, questa varietà rotonda e piatta; è farcita con un solo formaggio fuso;
  • Khachapuri Megruli - rotondo con due tipi di formaggio, uno all'interno e uno fuso sopra;
  • Khachapuri Penovani - quadrato e piegato con cura in quattro parti, con un ripieno di formaggio croccante - Particolarmente saporito!;
  • Kachapuri Achma - questa varietà, di grandi dimensioni, alterna strati di pane e formaggio come se fosse una specie di lasagna;
  • Kubdari - non proprio un khachapuri, visto che è farcito con carne tritata, ma ha lo stesso aspetto e assolve la stessa funzione;
  • Lobiani - stesso discorso del precedente, ma in questo caso la farcitura è a base di fagioli.
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°COMUNICAZIONE ROSA PER TUTTI VOI CHE PASSATE A TROVARMI°
Da qualche tempo ho problemi con il gadget dei LETTORI FISSI, se l'inserisco nel blog interferisce con la corretta visualizzazione di esso. Ci tenevo a precisarlo affinchè nessuno pensasse che non mi faccia piacere veder aumentare i "lettori rosa".
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Con questa ricetta partecipo al D.O.P. contest di Al Cibo Commestibile in collaborazione con LA COMPAGNIA DEL CAVATAPPI.
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° Buon compleanno Fra °

lunedì 26 ottobre 2009

Sfumature (di) rosa

Per cominciare la settimana è tempo di svelare un altro arretrato.
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Ormai il periodo dei mirtilli è decisamente passato anche se qui, fortunatamente, riesco a trovarne sempre. Poco importa se non siano esattamente di stagione, credo sia l'unico caso in cui chiudo un occhio e porto ugualmente a casa, rinunciarvi è diventato praticamente impossibile.
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Ad ogni modo, preferisco sgarrare ogni tanto sulla stagionalità piuttosto che acquistare frutta congelata. Non congelo quasi nulla se non in casi strettamente necessari, non acquisto nemmeno le verdure congelate e se non ho voglia di cucinare piuttosto mi faccio un insalata.
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L'altra sera, tornando da lavoro, sono andata al supermercato a comprare qualcosa da mettere sotto i denti e dando un occhiata tra frutta è verdura... "No quelli poi li devo cucinare - prendiamo l'insalata! - Eh ma non è già tagliata e lavata.."
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Immaginate la mia espressione? O_o
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Ovviamente non ero io la "voce parlante" ma una tizia che faceva la spesa con un tizio; stavo per riderle in faccia e sinceramente mè scappato un...
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"...si e poi si mette nel piatto da sola e t'imbocca pure." O_o
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Evvabbè ci stava dai, ma come si fa, eppure cè gente che di cucina nemmeno vuole sentire parlare. Io ancora resto incredula quando sento dire che "sono troppo stanca per mettermi ai fornelli la sera o la mattina, tra i figli e la casa e ...."
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Mentre io mi sveglio alle 6.30 per infornarmi i biscotti mi chiedo se sia questione di passione e di voglia piuttosto che di tempo. E se hai figli non ti piacerebbe che mangiassero cose sfiziose e sane piuttosto che già pronte???? Mannaggia non mi so rispondere, figli non li ho e non posso dire quanto sia difficile conciliare lavoro e famiglia e cucina e bla bla bla MA...
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...sarà che io sono sempre stata abituata all'immagine di mia madre che si sveglia all'alba per preparare il pranzo, sarà che per ogni risveglio, già al mattino presto, il profumo del ragù girava per tutta casa, sarà pure che da sempre mi risuona in testa proprio una sua frase...
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"E' la voglia che manca, non il tempo...se tutto si vuole tutto si fa! "
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..me lo ripeteva da piccola e me lo ripete ancora adesso con tono "minaccioso" quasi a volersi assicurare che nemmeno io finisca col trascurare questo importantissimo dettaglio, la genuinità e la bellezza delle cose semplici. Ancora adesso penso che il profumo del pomodoro fresco della mamma sia unico e inimitabile.
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Fatto è che tanto ha detto e tanti ragù ha fatto che non so proprio rinunciare a un bel primo genuino, i biscotti fatti in casa piuttosto che quelli del supermercato, il pane...ormai compro solo le materie prime e mi auguro che le cose non cambino nemmeno tra figli, varie ed eventuali.
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Nel tempo in cui tra i food bloggers impazzava la schiacciata con l'uva...
...io cercavo come al solito di reinventarmi la ricetta o quantomeno, prendervi spunto senza rimanervi fedele. Innanzitutto, nonostante sia uva che mirtilli contengano nickel, il mirtillo vinse sull'uva.
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.oO(E come avrebbe potuto essere il contrario)
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Col nickel si sa, l'importante è non esagerare.
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Per il resto, mi sono attenuta a quello che al momento avevo nel mio frigorifero senza trascurare l'effetto cromatico finale. Una focaccia dalle sfumature rosa/viola con un ripieno morbido, bianco.
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" FOCACCIA alle barbabietole, mirtilli & ripieno di crème fraîche"
Ingredienti per l'impasto:
  • 300 gr di farina Manitoba
  • 80 gr di farina di riso
  • 20 gr di farina di grano saraceno
  • 200 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 200 ml di acqua tiepida
  • 1 barbabietola precotta di media grandezza
  • i semini di 10 bacche di cardamomo verde
  • 80 gr di zucchero aromatizzato alla vaniglia
  • scorza grattuggiata di un pompelmo giallo
  • 1 cucchiaio di olio di semi di girasole (per un sapore più delicato)
  • 1 pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno:
  • 250 gr di mirtilli, possibilmente freschi
  • 125 gr di crème fraîche (più comunemente detta "panna acida")
  • semi di una bacca di vaniglia Bourbon
  • 2 cucchiaini di miele d'acacia
PROCEDIMENTO: in un ampio contenitore unire le farine e il lievito madre, i semi di cardamomo, zucchero, la scorza grattuggiata del pompelmo, olio di semi di girasole e cominciare ad amalgamare.
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A parte, con un mixer ad immersione, frullare la barbabietola precotta con una parte di acqua; aggiungere l'ortaggio all'impasto e il pizzico di sale per ultimo, come sempre. Impastare energicamente fino ad ottenere un impasto sodo ma morbido, rosa. Riporre in un luogo caldo per almeno 3 ore.
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Nel frattempo, unire alla panna acida il miele e i semini della bacca di vaniglia; mescolare e lasciar riposare in frigo.
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Trascorse 3 ore, riprendere l'impasto e fare un giro di pieghe, far lievitare ancora per almeno 1 ora. Dividere in due la pasta e per ognuna delle parti ottenere una "sfoglia" abbastanza sottile.
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Porre la prima parte in una teglia rettangolare precedentemente rivestita con carta da forno, ricoprire con i mirtilli freschi (ne lasceremo qualcuno da mettere sopra) sparsi qua e là e la panna acida alla vaniglia.
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Chiudere con la seconda sfoglia, ripiegare i bordi esercitando una leggera pressione sui lati. Per finire, incorporare qualche fruttino anche all'esterno della focaccia. Punzecchiare con una forchetta.
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Cuocere in forno preriscaldato a 180°/200° fino a completa doratura. Lasciar raffreddare e spolverizzare zucchero a velo.
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Buon inizio di settimana a tutti ^_*
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CONSIGLI & ACCORGIMENTI: limitate l'utilizzo di farine "non lievitanti" come quella di riso e di grano saraceno che potrebbero compromettere il risultato finale per impasti di questo tipo; personalmente ogni tanto mi lascio prendere un po' la mano con la sperimentazione e così...sbagliando s'impara; ho preventivamente sistemato le dosi delle farine negli ingredienti elencati. Con i mirtilli abbondate pure, più ce nè più buona è la focaccia!
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"Ho il culto delle gioie semplici. Esse sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso".
(Oscar Wilde)

sabato 17 ottobre 2009

World Bread Day

Dopo un'intera stagione di panificazione sfrenata...stavo per perdermi l'occasione di partecipare anch'io al World Bread Day. Una corsa contro il tempo ormai visto che la scadenza è tra poco meno di mezz'ora. Proviamo.
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L'idea è nata mettendo assieme una serie di ingredienti ricevuti a mezzo pacchi (per l'esattezza 3) direttamente dalla Puglia. Profumi, colori, sapori semplicemente unici. Tutto merito della produzione propria di proprio padre e della pazienza di propria madre nell' inscatolamento.
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Tra lavoro, notti insonni e sveglie all'alba ultimamente faccio fatica a fotografare tutto quello che cucino. Spesso mi dico che è un vero peccato perchè alcune delle cose che mi sono pappata "furtivamente" avrebbero meritato un posticino in questo spazio. Ad ogni modo, per cominciare...
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" Girelle a lievitazione naturale con cachi, zucca & CO"
Ingredienti:
  • 300 gr di Manitoba
  • 100 gr di Farina di Altamura di grano duro
  • 250 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di burro (margarina per la versione VEG)
  • 1 pizzico di sale
  • i semi di una decina di bacche di cardamomo verde
  • la scorza grattuggiata di un limone BIO
  • 200 gr tra zucca e cachi VANIGLIA (scegliete voi la proporzione)
  • 1 cucchiaio di rum
  • latte scremato (latte di riso per la versione VEG)
  • mandorle intere (o a lamelle) di Puglia
  • zucchero a velo
PROCEDIMENTO: per prima cosa preparare la purea. In un pentolino, tagliare a tocchetti la zucca e i cachi in proporzione, aggiungere un po' di latte scremato (o di riso) e lasciar andare a fuoco basso. Con un mixer ad immersione frullare i cachi e la zucca,aggiungere i semi delle bacche di cardamomo e lasciar raffreddare.
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In una ciotola a parte unire il lievito madre con le farine, la scorza del limone, zucchero, burro fuso. Aggiungere la purea di cachi/zucca con un cucchiaio di rum e cominciare ad amalgamare versando il latte un po' per volta; per ultimo un pizzico di sale. Lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Lasciar lievitare per 3 ore in un luogo caldo e riparato.
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Trascorse le tre ore riprendere l'impasto e formare delle pezzature (circa una decina). Per la formatura ho seguito ancora una volta il procedimento delle briosches col tuppo di Anice&Cannella per cui vi rimando qui.
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Ottenute le dieci palline seguendo le indicazioni per l'arrotolamento, formare dei cilindretti e stenderli leggermente con un mattarello (facendo attenzione a non sgonfiare eccessivamente l'impasto). Otterrete una sorta di rettangoli sufficientemente lunghi.
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Spennellare la superficie di ogni rettangolo con un "emulsione" di latte e burro fuso. Aggiungere le mandorle a lamelle o intere al centro di ogni striscia che andremo a richiudere/piegare a metà. Arrotolare ognuna di esse fino a formare le girelle.
Lasciar lievitare per almeno ancora un ora.
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Porre sul fondo del forno un pentolino con dell'acqua e infornare a 200° per i primi 20 minuti, successivamente abbassare la temperatura a 180°e proseguire con la cottura finchè saranno dorate in superficie. Sfornare e spolverizzare con dello zucchero a velo aromatizzato alla vaniglia.
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Ottime a colazione, hanno riscosso parecchio successo superando addirittura il famigerato pan di zucca, ecchiselaspettava da un ennesimo esperimento improvvisato ^_^
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Buon weekend & buon inizio settimana tutti.
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martedì 15 settembre 2009

Le mille & una...definizione

La Milano di queste ore si sta dando da fare a ricordarmi che l'estate è ormai alle spalle. Piove da qualche giorno e le temperature si sono notevolmente abbassate, tantè che pure la mia "patta" madre se nè accorta e ci mette più tempo a lievitare nonostante io la metta al calduccio con tutte le sue copertine preferite O_o
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"Ma insomma, è ora di darsi una regolata"...lho convinta a fare bene il suo dovere e abbiamo sfornato queste "pagnottelle" buone buone e "colorate". Essì perchè, OVVIO, ci ho messo del mio pure stavolta :|
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Pane PITA o ARABO, cè addirittura la PI"TT"A tipico pane calabrese...o tipica focaccia salentina? Insomma di definizioni ce ne sono tante, togli na "T" , aggiungine un'altra e vedi cheTTì viene fuori O_o
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Io ho seguito in parte la tradizione araba (procedimento), in parte quella pugliese (farina di grano duro di Altamura) e per finire cho messo pure un pizzico d'Abruzzo e di Sardegna (zafferano) O_o E le roselline che centrano mo? Eccentrano c'entrano...per la prossima ricetta ovviamente ^_^ Piccolo indizio che tanto indizio non è, potrebbe essere tutto e "niente". Ecchè è?? Si accettano scommesse :D
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Pane PITA (arabo) a lievitazione naturale con zafferano
  • 340 gr di farina Manitoba
  • 160 gr di semola rimacinata di grano duro di Altamura
  • 200 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 2 cucchiaini di sale ( i miei non erano molto salati quindi si sposavano bene anche con il dolce)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiai di olio di oliva di Puglia padre-made
  • 1 bustina di zafferano
  • 300 ml di acqua tiepida (o poco più)
  • farina di grano duro per spolverare i panozzi ^_^
PROCEDIMENTO: In una ciotola, sciogliere il lievito con una parte di acqua, aggiungere l'olio di oliva e lo zafferano, mescolare facendo si che quest'ultimo si sciolga perfettamente. Unire le farine, lo zucchero e l'acqua restante cominciando a impastare. Per ultimo (da non dimenticare) unire il sale e impastare ancora fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, soprattutto coloratissimo.
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Coprire la ciotola con la pellicola e un panno, sistemare in un luogo caldo (munitevi di doppie copertine) per almeno 3 ore. Trascorso il tempo necessario, riprendere l'impasto ormai raddoppiato, rovesciarlo su un piano e ricavarne 9 pezzature per ognuna delle quali faremo un giro di pieghe. Stendere ogni pallina fino ad ottenere tanti dischetti sottili, a occhio, un 5 mm. Sistemare i dischetti su un telo infarinato, coprire e lasciar lievitare ancora due orette.
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Riprendere le Pite, spolverizzare ognuna con un po di farina di grano duro; sistemare in una teglia rivestita di carta forno e infornare alla massima temperatura (per me 200°). Basteranno una decina di minuti.
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La caratteristica di questo pane è quella di non aver bisogno di una cottura lunga (cooomodo) ma di temperature elevate che lo fanno rigonfiare in maniera notevole creando uno spazio vuoto all'interno. Avrete tante tasche che potrete rimpilzare un po' come vi piace.
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Le mie non erano sufficientemente slurpose, mi sono limitata a utilizzare ingredienti ULTRA LIGHT ma voi potete sbizzarrirvi con qualcosa di più sostanzioso. La mia versione è consigliata anche a chi possiede caprette o coniglietti ^_^
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"Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto. Cominciò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo".
(Mario Zucca)

martedì 21 luglio 2009

La magia continua

Sono passati un po' di giorni dall'ultima pubblicazione gastronomica. E' un periodo in cui sono un po' bloccata da diverse preoccupazioni.
Poca voglia di mangiare nonostante sempre molta voglia di cucinare.
Il pane di oggi risale alla stessa infornata della focaccia di qualche tempo fa,pubblicarli insieme non avrebbe reso giustizia a nessuno dei due.
E poi...incredibile ma vero,questo pane è nato grazie al MIO lievito!Quello più giovane dei due ^_^
Non potevo credere ai miei occhi quando,più arzillo del solito, mi ha riservato questa piacevole e ottima sorpresa.
L'ho messo a dura prova proprio con il pane che,come ben sapete, se viene male non cè verso di recuperarlo.
Una focaccia venuta male in qualche modo è mangiabile ugualmente,il pane se mattone è mattone rimane O_o

Qui non si parla di mattone invece,al contrario! Ho mangiato un pane fantastico,reso ancor più buono dalla trovata del momento. Drogata quale sono di quella meravigliosa idea della natura che è il basilico, ho pensato di utilizzarlo per arricchire una parte dell'impasto.

Nella seconda metà ho aggiunto anche semi di girasole e di papavero...per la serie...

...chi si accontenta gode e chi non si accontenta gode di più :D

Soffice,profumato e buonissimo. Un piacere per tutti i sensi. E la farina? Di Altamura che domande.
Ingredienti:
  • 200 gr di lievito madre
  • 300 gr di Manitoba
  • 100 gr di farina di Altamura di grano duro
  • 200 ml di acqua
  • 2 cucchiai di olio d'oliva di Pujja produzione casa mia
  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 cucchiaino di sale
  • semi di papavero
  • semi di girasole
  • basilico fresco spezzettato
  • una spennellata di latte di capra
PROCEDIMENTO: in un recipiente capiente unire le farine,il lievito madre,il miele e l'olio d'oliva. Impastare energicamente per un po di minuti e unire il sale, poi l'acqua, continuare a lavorare l'impasto finchè otterremo un panetto liscio e morbido.
Coprire con un panno umido e lasciar lievitare in un luogo caldo e riparato per almeno 3 ore.
Trascorso questo tempo riprendere l'impasto e rovesciarlo su una superficie infarinata.
Stendere delicatamente il panetto che sarà raddoppiato di volume e fare le pieghe di tipo uno. Dividere in due l'impasto e stenderlo nuovamente. Una parte andremo a cospargerla con il basilico spezzettato e all'altra aggiungeremo anche i nostri semini preferiti. A questo punto fare un ultimo giro di pieghe per entrambe le parti.
Otterremo due panetti. Ogni panetto sarà suddiviso a sua volta in tre pezzature di peso più o meno uguale; stendere ogni pezzatura fino ad avere 3 rotolini con i quali andremo a formare le nostre trecce.
Coprire e lasciar lievitare ancora mezz'ora.
Nel frattempo portare il forno a una temperatura di 180°.
°
Trascorsa la mezz'ora riprendere le trecce e spennellarle con un po di latte di capra,se volete potete aggiungere i semini di papavero sulla treccia semi/basilico e rispennellare nuovamente.
Infornare per 45 minuti/un oretta. Dipenderà molto anche dal tipo di forno che possedete.
Lasciar raffreddare avvolto da un canovaccio.

Prima di salutarci vi segnalo la simpatica iniziativa del BLOG CANDY.

Io ho tentato la fortuna...e voi?Che aspettate? Se vi incuriosisce fateci un saltino, non fosse altro che per ammirare le simpatiche creazioni offerte da CandyQueen :)

Per partecipare cliccate sul bannerino in basso a destra e in bocca al lupo a tutti ^_^

Tanti auguri a chi?
A me,a lui a chi?...a noi...e a quel giorno in cui...
...con tutta ME...dedicato a TE.
...tu sai perchè.

"Mai ti si concesse un desiderio senza che inoltre ti sia concesso il potere di farlo avverare. Può darsi che tu debba faticare per questo,tuttavia."

(Richard Bach)

mercoledì 15 luglio 2009

.o° Rossa Day °o.

Finalmente cè lho fatta, anche se con una buona settimana di ritardo il Rossa Day è arrivato ^_^
Essì, la scorsa settimana appena un giorno dopo l'arrivo del nuovo blob,ho ricevuto il secondo pacchetto tanto atteso.
Chi me l'ha inviato? Beh,il titolo del post non può che rimandare a LEI.
Qualche tempo fa infatti, Giulia ha proposto nel suo blog un simpatico indovinello riguardo la destinazione della sua vacanza.
Chi avesse indovinato per prima/o il luogo misterioso avrebbe ricevuto una specialità gastronomica del posto ^_^
Chi ha vinto???? IO OVVIAMENTE! :D
Qui di seguito trovate la foto dei miei premietti ^_^
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Il pacchetto conteneva:
  • un profumatissimo tè nero cinese di Ceylon agli agrumi,Mango e Yogurt
  • un simpatico magnete matrioska ^_^
  • una "confezione" di cioccolato fondente con un pizzico di sale (buonaaaa)
  • un guanto da forno morbidissimo con tanto di papavero rosso

Beh devo dire che è stato davvero un piacere aver risposto correttamente,non solo per la "vincita" in sè ma perchè in questo modo ho avuto l'opportunità di conoscere meglio la simpatica (e pure tenera) Rossa/Giulia ^_^
Il suo pacchetto ha sprigionato fin da subito una bella carica positiva :)
Per ricambiare la gentilezza che continua a dimostrarmi ho pensato di omaggiarla con una ricettina "Rosso Tema" ;)
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Tutto è cominciato da una confezione di lamponi, da qui le successive associazioni.
Sono andata nel mio negozietto Bio preferito alla ricerca di qualche spezia ancora da provare ed eccolo,il CARDAMOMO ^_^
WAUUU!Mi ha sorpresa in positivissimo!Da questo momento rientra ufficialmente nella top list dei miei aromi preferiti! Ha un sapore fantastico.
L'idea di preparare un dolcetto sottoforma di Scones mi è venuta pensando al tè contenuto nel pacchetto; questa sorta di mini mini paninetti dolci infatti, trovano nel tè un ottimo compagno di merende :D
A dirla tutta era la prima volta che li preparavo e mi sono lanciata subito in un altra delle mie sperimentazioni/stravolgimenti della ricetta ^_^
Più ci pensavo più rielaboravo e alla fine...ecco le "conseguenze".
Il risultato mi ha soddisfatta in pieno ^_^
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Prima di passare alla ricetta...vi informo che domani sarò ospite come "blogger per un giorno" da Rocco&isuoifornelli.
Si tratta di una simpatica iniziativa che stavolta vede me "protagonista" ^_^
Se vi incuriosisce almeno un po fateci un salto :)
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°SCONES AI LAMPONI&CARDAMOMO (senza uova) ricoperti di cioccolato bianco°

Ingredienti:

  • 300 gr di farina 00 di cui (casualmente) 40 gr di farina di riso
  • 40 gr di lievito madre rinfrescato qualche ora prima
  • 1 cucchiaino raso di cremortartaro puro
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato
  • 50 gr di Ghee
  • 30 gr di zucchero
  • 1/4 di cucchiaino di sale
  • 170 ml di latte di capra
  • i semini di una decina di bacche di cardamomo (tipo verde)
  • 90 gr di lamponi freschi
  • cioccolato bianco BIO alla vaniglia Bourbon per la copertura

PROCEDIMENTO: in un recipiente unire la farina e il lievito madre da una parte; su un altro lato aggiungere cremortartaro, bicarbonato e per ultimo il sale facendo si che non arrivi a contatto con il "FATATO".

Unire lo zucchero e il burro chiarificato a tocchetti, i semini pestati delle bacche di cardamomo. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto sbriciolato,nell'aspetto simile al pan grattato. Ora, unire i lamponi e il latte di capra scaldato leggermente; cominciare a mescolare facendo attenzione a non procedere per lungo tempo altrimenti ci ritroveremo con degli Scones duri piuttosto che morbidi e friabili.

L'impasto deve risultare molle ma non appiccicoso, in tal caso aiutarsi con altra farina.

Su un piano infarinato rovesciare il composto e stendere il panetto a uno spessore di circa 2 cm. Con una formina circolare per biscotti o un tagliapasta di media grandezza cominciare a dare la forma ai dolcetti. Disporre gli Scones ben distanziati tra loro su una teglia rivestita di carta da forno. Spennellare dunque la superficie di essi con un po' di latte e cuocere in forno preriscaldato a 200° per almeno 15 minuti, finchè saranno dorati in superficie.

Se una volta sfornati,dando un colpettino con le dita alla base di uno Scones sentirete un suono "vuoto" vorrà dire che avete buonissime probabilità di aver ottenuto il giusto risultato.

Per la copertura,sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco e immergervi un lato di ogni mini dolcetto. Lasciare che il cioccolato si solidifichi perfettamente e servire col primo tè di qualsiasi ora ^_^

.oO(chi l'ha detto che il tè è solo quello delle 5 ;)

"Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano".

(George Bernard Shaw)

domenica 12 luglio 2009

Sapori ritrovati

Quando si tratta di "casa" non cè astinenza che tenga,quando poi casa significa anche POMODORI l'astinenza va decisamente a farsi benedire e con lei le intolleranze!

Sono forse passati più di tre mesi dall'ultima volta che li ho utilizzati; sacri quasi al pari del basilico quando parliamo di focaccia pugliese,quando si parla di casa...a me vengono in mente due alternative...

...PATATE*&POMODORI.

Ma che me ne faccio delle patateeeeeee!Stavolta niente sostituti!Stavolta niente "tolgo quello, metto quest'altro", oggi si fa a modo mio ^_^

Niente da fare quindi, ancora una volta il lievito fatato mi ha indotta in tentazione. Mercoledì scorso durante un allenamento di kick piuttosto intenso mi sono resa conto che avevo bisogno di potenziare le braccia...quandè per una buona causa,impastare mè sembrato un ottimo modo per rinforzare!No??? O_o

Scherzi a parte, l'omissione di un alimento piuttosto che un altro non mi ha mai creato crisi di nessun genere e questo vale soprattutto per i carboidrati, non ricordo quandè l'ultima volta che ho mangiato la pasta o il riso.
Mi viene piuttosto naturale dimenticarmi di alcuni piatti,di non sentirne l'esigenza..pomodori a parte ovviamente.
Nello specifico caso di carboidrato da panificazione l'intento era quello di fermare per un attimo le entrate di innumerevoli pacchi di farina dalla porta di casa.
Ma se vai al supermercato e incontri nientedimeno che LEI, l'unica e sola,buoniiissima..che dico issima...favolosa FARINA DI GRANO DI ALTAMURA in persona???? :O
Che fai la lasci lì? Non te la potti a casa e ci fai la focaccia che ti pappavi da piccola anche a colazione? O_o
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Massì va, tanto è (era) venerdì,tutto concesso il venerdì...mi aiuteranno loro a finirla! (che fatica abbiam fatto) ^_^
Bigusto perchè...non poteva mancare una "rivisitazione" a metà.

Ingredienti:

  • 200 gr di lievito fatato madre rinfrescato la sera prima
  • 300 gr di Manitoba
  • 100 gr di farina di Altamura
  • 200 ml di acqua
  • 2 cucchiai e mezzo di olio extravergine
  • 1 patata lessa di media grandezza schiacciata
  • 1 cucchiaino di sale

Per condire:

  • pomodorini ciliegini
  • peperoncino piccante sbriciolato
  • bottarga in "polvere"
  • un tir di basilico
  • olio di oliva
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PROCEDIMENTO: Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida,unire farine, la patata lessa ben schiacciata,l'olio e cominciare a impastare(qualora l'impasto fosse troppo molle aiutarsi con altra farina).
Dopo circa 5 minuti unire il sale e impastare ancora fino ad ottenere un panetto liscio e morbido.
Coprire con un canovaccio umido e lasciar lievitare per almeno 3 ore.
A questo punto, una volta raddoppiato,riprendere l'impasto e stenderlo su una superficie infarinata, fare le pieghe per due volte e dividere il panetto in due parti.
Oliare due teglie, stendere l'impasto e lasciar lievitare un altra mezzoretta. Nel frattempo tagliare a metà i ciliegini.
Trascorsa la mezzora "decorare" la focaccia con i pomodorini spingendoli con una leggera pressione; su una metà spargere il peperoncino sbriciolato e sull'altra metà la bottarga in polvere.
Con un cucchiaino versare un altro po' d'olio extravergine su tutta la superficie.
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per almeno mezz'ora, questo dipenderà sempre dal tipo di forno che possedete.
Quandò sarà dorata al punto giusto, sfornare e a piacere ricoprire con un tir di basilico fresco ^_^
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Buona? A dir poco! :D
Nulla a che vedere con quella precedente.
E adesso?
Non è finita no,ma tempo al tempo, un post alla volta :D
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NOTA: i pomodorini li ho rivolti con la parte tagliata verso il basso proprio come quella che compro quando vado giù; inoltre in questo modo la leggera acquetta che il pomodoro rilascia in cottura rende morbidina la parte in cui è collocato creando a ogni boccone un alternanza di °CRUNCH-PLUFF° che personalmente mi fa impass(zz)ireeeee!!!
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(*Focaccia patate&rosmarino)

"In qualsiasi direzione vai, vacci con tutto il cuore".

(Confucio)