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venerdì 1 gennaio 2010

Un morbido inizio

Forse ieri notte, prima dell'arrivo del nuovo anno, ero più ispirata a scrivere qualcosa...o forse non è che fossi poi così ispirata perchè alla fine non ho scritto nulla nemmeno ieri; ho cominciato, come al solito, a elaborare un post di fine/inizio anno mentalmente, a mettere in fila le parole senza riflettere...
...dovevo solo scriverle ma non lho fatto.
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Ho pensato, quali sono state le ricette più significative del 2009? E quali sono stati gli insegnamenti che ho tratto nel corso dei giorni? E quali saranno i nuovi propositi dell'anno che sta arrivando? La metamorfosi è iniziata un anno fa, l'evoluzione di me, di ogni ricetta di questo blog...
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METAMORFOSI(di)ROSA lo scorso dicembre ha compiuto un anno...un anno fa, come oggi, non sapevo da che parte cominciare ma come un anno fa so che per cominciare devo partire da me stessa. Ci riprovo un'altra volta.
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"CREMA PASTICCERA (senza uova) alla vaniglia, limone & quel pizzico di..." Ingredienti:
  • 300 ml di latte scremato
  • 1 cucchiaio di miele d'acacia
  • la buccia di un limone "intera"
  • 25 gr di farina bianca
  • 2/3 cucchiaini di zucchero aromatizzato alla vaniglia
  • 20 gr di burro
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • 1 bacca di vaniglia Bourbon
PROCEDIMENTO: In un pentolino versare il latte e aggiungere la stecca di vaniglia incisa per tutta la sua lunghezza; lasciar andare a fuoco basso e dopo qualche minuto aggiungere burro, miele, e la buccia del limone. Appena il latte sarà caldo aggiungere la farina mescolando con una frusta, facendo attenzione che non si formino grumi.
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Dopo 5 minuti unire lo zucchero e la curcuma continuando a mescolare finchè sarà diventata sufficientemente densa. Lasciar raffreddare e togliere la buccia del limone e la bacca di vaniglia. Aggiungere zucchero a piacere se quello suggerito non fosse sufficiente per i vostri gusti.
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Potete usare questa crema per accompagnare biscottini o farcire briosches e torte. Io l'avevo pensata per servire una bella fetta del mio panettone, quello del precedente esperimento. Buonissima.
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*BUON ANNO A TUTTI*
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"Il viaggio termina quando gli innamorati s'incontrano"
(William Shakespeare)

martedì 22 dicembre 2009

Volere è potere...il mio panettone Nickel Free

E' ormai da ieri pomeriggio che continua a nevicare, non s'è fermato un attimo; la città sempre così frenetica ora appare invece silenziosa, ferma. Io pure sono silenziosa ma la mente e i pensieri invece, quelli di silenzioso non hanno nulla...li ascolto. Tra un pensiero e l'altro, come promesso, vi mostro le foto del mio terzo esperimento (stavolta riuscitissimo) del panettone. Fuori concorso ovviamente :)
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Questo giovedì (neve permettendo) parto per la Puglia, non so se riuscirò a postare qualcosa di buono anche da lì, probabilmente no ma per quanto riguarda il CONTEST, continuate pure a fare affidamento sulla sottoscritta.
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Per informazioni e/o dubbi: metamorfosinaturale@gmail.com.
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E adesso passiamo alla ricetta nickel free :)
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PANETTONE A LIEVITAZIONE NATURALE (senza uova) AL RUM, ZUCCA E SEMI DI PAPAVERO
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Ingredienti per 2 panettoni:
  • 1100 gr di farina forte (tipo Manitoba);
  • 200 gr di lievito madre ottenuto mediante 12 rinfreschi consecutivi nell'arco di una settimana, mattino e sera;
  • 200 gr di zucchero di canna;
  • 300 gr di zucca;
  • 300 gr di burro (di cui 100 gr da utilizzare solo prima di infornare);
  • 1 bacca di vaniglia Bourbon;
  • 1 cucchiaio e 1/2 di Rum;
  • la buccia grattuggiata di un limone profumatissimo;
  • 150 ml di latte di riso;
  • 1 cucchiaio abbondante di semi di papavero;
  • 1 cucchiaino di miele di acacia;
  • 1 presa di sale;
PREMESSA: Innanzitutto per quanto riguarda i rinfreschi, dopo 2 esperimenti falliti (seguendo differenti metodi di lavorazione) e un po' anche per mancanza di tempo, ho pensato di impastare il lievito mattina e sera per un intera settimana in modo che fosse il più attivo possibile per l'impasto finale. Ho infatti ottenuto un composto alveolatissimo e bianco, profumato, i cui avanzi sono stati utilizzati per produrre "TIGELLE" per una settimana intera O_o
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Se incontrate una tigella che cammina quella sono io *_*
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Per questi rinfreschi ho utilizzato sempre lo STESSO TIPO DI FARINA, questo è un passaggio IMPORTANTE; munitevi quindi di chili della STESSA MARCA di farina perchè la stessa verrà utilizzata anche per l'impasto finale, niente cambiamenti improvvisi dunque!
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Nelle sperimentazioni precedenti il problema "stampi" ha contribuito notevolmente alla cattiva riuscita del mio panettone! Se non volete ritrovarvi con un impasto che vi gira per casa...PROCURATEVI GLI STAMPI appositi e, se non riuscite a trovarli, rimediate acquistandoli QUI o, come ho fatto io, seguite QUESTE istruzioni e "costruiteveli" con carta forno.
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Meglio che niente O_o
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PROCEDIMENTO: Dopo una serie di rinfreschi del vostro lievito per 12 volte consecutive (mattino e sera) nell'arco di una settimana, prelevatene un pezzo da 200 gr, munitevi di pazienza e determinazione e cominciate.
  1. In una ciotola, unire al lievito 150 gr di farina Manitoba e acqua quanto basta a ottenere un impasto elastico e morbido ma non appiccicoso. Coprire e lasciar lievitare in un luogo caldo per almeno 3 ore.
  2. Riprendere l'impasto che avrà raddoppiato il suo volume e aggiungere altri 150 gr di farina, un cucchiaino di miele di acacia e una parte del latte di riso (il resto lo useremo dopo) quanto basta affinchè il risultato sia ancora una volta morbido ma non appiccicoso; lasciar lievitare per altre 3 orette;
  3. Nel frattempo, dopo averla tagliata a tocchetti, lasciar andare la zucca sul fuoco con un fondo di acqua, lo zucchero di canna (tutto), i semi di papavero, una bacca di vaniglia Bourbon incisa, il RUM. Lasciar cuocere a fuoco medio/basso per 15/20 minuti; frullare con un mixer ottenendo un composto abbastanza denso. Aggiungere la buccia grattuggiata di un limone e lasciar raffreddare;
  4. Unire 200 gr di burro tagliato a tocchetti, la restante parte del latte di riso al composto di zucca, mescolare fino a completo scioglimento;
  1. Trascorse 3 ore, riprendere l'impasto che avevamo lasciato a lievitare, setacciare 600 gr di farina su un piano e cominciare ad impastare energicamente aggiungendo poco per volta la zucca; ciò vi faciliterà nella lavorazione, io ho impastato a mano per una 30ina di minuti. Dividere in due l'impasto e fare le pieghe richiudendo ognuna delle due parti a "palla" delicatamente;
  2. Porre l'impasto in due stampi per panettone di media grandezza (avendoli fatti da me non so esattamente a quale peso corrispondessero) e lasciar lievitare in un luogo caldo e riparato per almeno 10/12 ore (una notte intera);
  3. Trascorso il tempo necessario riprendere i panettoni che avranno raddoppiato (se non triplicato) il loro volume e con un coltello fare una croce al centro di essi. "Aprire" verso l'esterno le quattro "punte" che si saranno andate a formare e in mezzo all'impasto porre 50 gr dei 100 di burro che avevamo lasciato da parte (50 gr per ogni panettone);
  4. Preriscaldare il forno a 200° e infornare, dopo 15 minuti abbassare la temperatura a 180/150° e portare a cottura (ci vorrà almeno un ora), verificare con uno stecchino lungo.
Sfornare i panettoni, infilzarli con dei ferri da maglia per poterli posizionare a testa in giù; io ho usato degli stuzzicadenti di legno da spiedino, sufficientemente lunghi. Una volta completamente raffreddati cospargere di zucchero a velo o, a piacere, glassare. Richiusi in un sacchetto di plastica conservano più a lungo la loro morbidezza. MA QUANTO SONO BUONI????!!! :O
Che dite, vi sembra ancora così difficile?
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La FOTO della fetta è solo un più! Potete partecipare al contest con quella che secondo voi meglio rappresenta il risultato finale :)
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...ricordate, la nuova e definitiva scadenza: 15 gennaio 2010!
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*Auguri di cuore*
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"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile".
(San Francesco d'Assisi)

lunedì 7 dicembre 2009

Buono come il pane

La verità? Latito un'altra volta e non mi è difficile, faccio fatica a scrivere, a trovare le parole e le ricette giuste. Ultimamente ho poca fantasia e quello che cucino dev'essere "a misura" di qualche problemino di salute.
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Comunque ci sono e aspetto sempre con curiosità le prime ricette del CONTEST...o state pensando di deludermi/ci?
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Spero di no...come siamo messi a pazienza? Lo volete il premio oppure no?
Nell'attesa, vi informo che ho deciso di prorogare la SCADENZA al 23 dicembre, vi sembra ancora troppo poco tempo? Mi auguro di no. Prelevate il bannerino e spargete la voce mi raccomando.
Sè vero che il panettone lo mangereste tutto l'anno è anche vero che prima arriva meglio è...non credete? Affrettatevi, ne vale la pena, parola di prima assaggiatrice ufficiale.
Intanto, ho pensato di partecipare, a mia volta, a un altro contest...quello di MARILUNA che vede protagonista l'OLIO DI OLIVA.
Qualche settimana fa i miei ne hanno auto-prodotto un bel quantitativo direttamente in terra pugliese. Ovviamente nulla a che vedere con quello che s'acquista al supermercato che, per la verità, io non acquisto mai. Raramente mi capita di assaggiarne uno che non sia "familiare".
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L'olio è l'ingrediente che manca difficilmente dalle nostre tavole, in particolar modo dalle tavole di "noi" meridionali. Qui al Nord, per molti piatti, al suo posto si predilige il burro.
Buono anche lui, sicuro, ma l'olio...mi riporta ai colori e alla semplicità della mia terra e anche per questo sono convinta che il miglior modo per esaltarne il sapore sia con altrettanta semplicità, accompagnato da un ottima fetta di pane caldo magari appena tostato.
L'olio di quest'annata prodotto dai miei, dopo la raccolta delle olive durata 3 giorni, l'assaggerò tra qualche settimana...intanto ho pensato di farmi una bella fetta di pane con quello dello scorso anno. Io me la sono gustata con una generosa spolverata di bottarga e una manciata di semi di girasole tostati anche loro.
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Il pomodorino? Ha il nickel lo so ma questa volta non ho saputo resistere.
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"CIABATTINE DI GRANO DURO A LIEVITAZIONE NATURALE con OLIO DI OLIVA & ZAFFERANO"
Ingredienti per 9 ciabattine:
  • 250 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 400 gr di farina Manitoba
  • 400 gr di farina di grano duro (de Cecco)
  • 1 bustina di zafferano
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva pugliese
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini e 1/2 di sale fino
  • acqua naturale, q.b. ad ottenere un impasto morbido e liscio
  • bottarga di tonno in polvere
  • semi di girasole
PROCEDIMENTO: In una ciotola, sciogliere il lievito con una parte di acqua, aggiungere l'olio di oliva e lo zafferano, mescolare facendo si che quest'ultimo si sciolga perfettamente. Unire le farine, lo zucchero e l'acqua restante cominciando a impastare. Per ultimo (da non dimenticare) unire il sale e impastare ancora fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.
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Coprire la ciotola con la pellicola e un panno, sistemare in un luogo caldo per almeno 3 ore. Trascorso il tempo necessario, riprendere l'impasto ormai raddoppiato, rovesciarlo su un piano e ricavarne 9 pezzature per ognuna delle quali faremo un giro di pieghe.
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Lavorare le 9 parti d'impasto dando loro la forma di ciabattine sulle quali praticheremo 3 o 4 taglietti con un coltello. Sistemare i panini nelle teglie rivestite da carta forno, coprire e lasciar lievitare ancora due orette.
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Trascorso questo tempo, spolverare con la farina di grano duro le ciabattine e infornarle a 180°/200° per 40/50 minuti, fino a completa doratura (temperatura e tempo di cottura sono sempre determinate dal forno che possedete).
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Con questa ricetta partecipo al contest di MARILUNA - "L'oro nel piatto".
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"Sii il primo ad aver fede nel tuo ideale, se desideri che gli altri credano in esso."
(Inayat Khan)

venerdì 20 novembre 2009

Aspettando la sfida...

Per darvi un idea di come nulla (o quasi) sia impossibile "senza" questo o quell'altro ingrediente vi propongo i biscotti più riusciti tra i miei esperimenti.
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Sono giorni abbastanza tormentati, giorni di pioggia alternati a qualche spiraglio di sole tra un mucchio di nuvole grigie; ultimamente mi piace accendere una piccola candela profumata alla vaniglia prima di dormire che a volte ritrovo al mattino durante una buona ricca colazione.
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Le candele e la pioggia e il profumo di biscotti appena sfornati, poco importa se la sveglia ha suonato troppo presto, la quiete del mattino ripaga il "sacrificio".
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Per precauzione, la prima volta che ho sfornato questi dolcetti ho utilizzato una quantità minore di ingredienti MA...il risultato è stato talmente soddisfacente che li ho rifatti subito una seconda e poi terza e quarta volta. Finalmente ho trovato la soluzione giusta per dei buonissimi biscottoni rustici tutti da inzuppare! Mix perfetto di morbidezza e fragranza grazie anche alla farina di grano saraceno. Per la forma, mi piaceva l'idea che fosse altrettanto "grezza" così non mi sono impegnata troppo a realizzarne una perfetta; io li ho voluti grandicelli :)
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° BISCOTTI SPEZIATI SENZA UOVA °
Ingredienti:
  • 200 gr di farina 00
  • 120 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di burro
  • 120 gr di zucchero
  • scorza grattuggiata di un limone o di 1/2 pompelmo giallo se vi piacciono più profumati
  • 100 ml di latte scremato o vegetale
  • 50 gr di yogurt greco 0%
  • spezie: noce moscata, cannella, curcuma, zenzero
  • 1/2 bustina di cremortartaro
PROCEDIMENTO: In una ciotola radunare tutti gli ingredienti secchi (tranne il cremortartaro) e le spezie, mescolare. Unire il burro tiepido precedentemente fuso, il latte,lo yogurt e per ultimo il cremortartaro. Lavorare delicatamente con le mani fino a formare un composto morbido e liscio, assolutamente non duro. (In caso risultasse troppo appiccicoso aiutatevi con la farina senza esagerare in modo che non ne risenta la morbidezza).
Cominciare a dare ai biscotti la forma preferita e sistemare un po' per volta in una teglia precedentemente rivestita di carta forno. Infornare a 180° fino a completa doratura.
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Io ho optato per una versione circolare e una ovale. Nel secondo caso ho inciso l'impasto con un coltello; durante la cottura ciò ha fatto si che il biscottino si aprisse formando una leggera apertura al centro.
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Contest/Sfida? In arrivo...
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...MA prima conto di dare il buon esempio, attendete ancora pochissimi giorni, solo un attimo di pazienza e vi svelerò di cosa si tratta. ^_*
Buonanotte e buongiornino alla vaniglia a tutti voi.
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" Ci vuole tutta una vita per capire che non è necessario capire tutto."
(Detto ZEN)

lunedì 2 novembre 2009

° Epilogo D.O.P °

Dunque, questo post ha cambiato titolo almeno una decina di volte ed è da stamattina (anzi, da ieri) che aspetta di essere scritto e sfornato O_o
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La giornata dovrebbe essere composta da più di 24 ore, ne sono sempre più convinta. Mi ero fatta un programmino di tutto punto che per l'ennesima volta non sono riuscita a rispettare.
Come se non bastasse ci si è messa anche la pioggia! Le scene sono state svariate, tra sacchetti della spesa e ombrello nuovamente "alle cozze" sono tornata a casa più nervosa di prima :/
Parliamo della ricetta invece che è meglio...
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...Il famoso "cooming soon" rimandato a oggi perchè ieri non avrebbe avuto lo stesso sapore (che nemmeno oggi ha) nonostante fosse dedicato proprio a ieri...
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....un giro di parole incasinato ma insomma questo è.
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Come ogni weekend, tra domenica e lunedì, io impasto il pane (con stupore di molti) che mangerò nel corso della settimana; pane ma anche focaccia se capita, quello che mi va insomma.
L'idea di queste focaccine particolari è nata in maniera del tutto casuale accostando due ingredienti che in quel momento avevo messo in stand by.
Le avevo già notate QUI e mi hanno rapita al primo sguardo; poi quest'estate ,frugando tra i libri di cucina di mia sorella inscatolati dopo l'ultimo trasloco, chettìsalta fuori???
Nientedimeno che il libro magico (interamente in inglese, poco male...ripasso)! PANE! E quanti tipi di pane! L'agguanto e porto a casa...(sschhh) ripromettendomi di provarli tutti tutti tutti...o quasi.
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Se come me amate i lievitati non potete lasciarvelo scappare anzi, qualora vi capitasse, prendetelo e mettetevi all'opera! Più di 100 ricette di pani da tutte le parti del mondo! Per cominciare...
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Si chiamano Khachapuri - [...in pratica torte salate al formaggio; oltre a rappresentare uno spuntino perfetto possono anche costituire la base di un elaborato banchetto a tema. Ogni regione ha la sua varietà, ma la scelta è ampia in tutto il paese.] - Alla fine del post ve le descriverò brevemente.
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La mia versione di Khachapuri però è quasi completamente rivisitata sulla base di...lievitazione naturale, gusto personale, improvvisazione, ingredienti del famoso pacco pugliese di qualche tempo fa.
IngredientE, al singolare...
Essì perchè il pacco profumato conteneva anche due belle (e buone) mele cotogne, il formaggio di capra è invece l'acquisto del supermercato.
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Da un po' di tempo a questa parte amo assaggiare tutti i tipi di formaggi di capra che "incontro" nel banco frigo. Nonostante le perplessità di molti per il gusto tipicamente acidulo a me piacciono parecchio. Assaggia oggi, assaggia domani...posso dire che cè formaggio e formaggio e quello di capra non è soltanto sinonimo di "acidità". Cominciate anche voi la degustazione andando oltre il "solito" caprino e ne vedrete delle belle.
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° KHACHAPURI con il tronchetto di capra & mela cotogna alla vaniglia e qualcos'altro...D.O.P.°
Ingredienti per l'impasto:
  • 150 gr di farina Manitoba
  • 250 gr di semola rimacinata di grano duro di Altamura
  • 200 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 2 cucchiai di OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA PUGLIESE D.O.P. padre-made
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini scarsi di sale
  • latte parzialmente scremato q.b.
Ingredienti per il ripieno:
  • 200 gr di tronchetto di capra
  • 1 mela cotogna
  • 1 cucchiaio abbondante di zucchero aromatizzato alla vaniglia Bourbon
  • i semi di 1/2 bacca di vaniglia Bourbon
  • 1 cucchiaio di liquore SUPER PUNCH d'Abruzzo Jannamico
  • poca acqua
  • latte e zucchero per spennellare
PROCEDIMENTO: In una ciotola unire il lievito, le farine, olio di oliva, zucchero e amalgamare. Cominciare a versare il latte tiepido un po' per volta fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido; per ultimo il sale come sempre. Impastare energicamente e riporre in un luogo caldo per almeno 3 ore.
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Riprendere l'impasto e dividerlo in 4/5 pezzature; con un mattarello stendere sottilmente ogni parte fino ad ottenere dei dischi di medie dimensioni. Adagiare ogni disco in piccoli stampini per mini crostatine.
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Tagliare a tocchetti il tronchetto di capra e distribuirne un po' per ogni disco di pasta. Nel frattempo, in un pentolino, tagliare la mela cotogna; aggiungere zucchero, i semi della bacca di vaniglia (lasciate il baccello durante la cottura se volete), il liquore (buonoooo, provatelo!), acqua q.b.
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Lasciar cuocere la mela a fuoco moderato per qualche minuto, il tempo di ammorbidirsi. Aggiungere quindi la frutta, un po' per ogni disco, sui tocchetti di formaggio. Portare verso l'alto i bordi dell'impasto come a voler formare dei saccottini; potrete anche decidere di lasciarli semi aperti.
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Spennellare i bordi con una miscela di latte e zucchero. Infornare a 180°/200° fino a doratura e finchè il formaggio si sarà fuso.
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E' un lievitato che mi ha dato molta soddisfazione, non solo per il connubio dolce/salato (per altro la mela cotogna si sposava perfettamente con il formaggio) ma anche per l'impasto stesso, fragrante e soffice! Da provare, con questo o con il ripieno che più vi piace.
°
Come ho detto prima, esistono diversi tipi di KHACHAPURI, di seguito ve ne elenco alcuni:
  • Khachapuri Acharuli - la varietà dell'Adjara è una potente iniezione di calorie a forma di barca coperta di formaggio filante, burro e uova;
  • Khachapuri Imeruli - relativamente leggera, questa varietà rotonda e piatta; è farcita con un solo formaggio fuso;
  • Khachapuri Megruli - rotondo con due tipi di formaggio, uno all'interno e uno fuso sopra;
  • Khachapuri Penovani - quadrato e piegato con cura in quattro parti, con un ripieno di formaggio croccante - Particolarmente saporito!;
  • Kachapuri Achma - questa varietà, di grandi dimensioni, alterna strati di pane e formaggio come se fosse una specie di lasagna;
  • Kubdari - non proprio un khachapuri, visto che è farcito con carne tritata, ma ha lo stesso aspetto e assolve la stessa funzione;
  • Lobiani - stesso discorso del precedente, ma in questo caso la farcitura è a base di fagioli.
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°COMUNICAZIONE ROSA PER TUTTI VOI CHE PASSATE A TROVARMI°
Da qualche tempo ho problemi con il gadget dei LETTORI FISSI, se l'inserisco nel blog interferisce con la corretta visualizzazione di esso. Ci tenevo a precisarlo affinchè nessuno pensasse che non mi faccia piacere veder aumentare i "lettori rosa".
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Con questa ricetta partecipo al D.O.P. contest di Al Cibo Commestibile in collaborazione con LA COMPAGNIA DEL CAVATAPPI.
°
°
° Buon compleanno Fra °

mercoledì 21 ottobre 2009

.° Neve neve neve °.

Ci vuole tempo, in tutti i sensi. Tempo per fotografare, tempo per postare...tempo per qualunque cosa ma un po' per volta "svelerò" tutti i Coming Soon.
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"NEVE NEVE NEVE!" ...emmh, no, non sta nevicando e non sto "danzando" affinchè accada. Neve è il nome della gatta (o gatto?) della fida fatata; non l'ho mai vista nemmeno in foto ma lei la chiama così, 3 volte neve e la gatta arriva.
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Io, seppur amando gli animali, non vado matta per i gatti. A volte mi fanno tenerezza, altre invece mi lasciano completamente indifferente. Ci ho provato una volta sola ma non è andata bene tanto quanto con i cani. I cani si che li adoro. Sarà che...
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...sarà che siamo così diversi ma forse in parte simili, sarà quell'aria di indipendenza che ci accomuna.
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Preferisco di gran lunga un bel cagnone che si, rispetti i miei spazi ma quando l'invade è in grado di regalarmi un po' di allegria genuina. Ad ogni modo, a ognuno la sua preferenza, passiamo al dolce ^_^
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Per queste Mini Pie ho preso spunto da LEI modificando giusto qualcosina e sostituendo alla marmellata una salsa ai mirtilli dell'ultimo minuto. BUUOOOOONE! Squisite e carine mini tortine di nonna papera che hanno allietato le mie colazioni una dopo l'altra :P
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Certo, si sa che la sablèe ha un non so che di calorico (ma va???) ma da quando lho vista non ho fatto che ripetermi "QUESTA E' MIA!" ; complici per la seconda volta gli stampi in silicone Silikomart.
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" MINI PIE alle mele & mirtilli freschi"
° Ingredienti per la Sablèe:
  • 300 gr di farina 00
  • 50 gr di farina di riso
  • 200 gr di burro
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 uovo di media grandezza
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
  • "ritagli" di frolla sbriciolati (non avevo le fette biscottate)
  • 150 gr di mirtilli freschi
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • zenzero in polvere
  • 4 mele di media grandezza
  • tanta "NEVE NEVE NEVE" aromatizzata alla vaniglia per imbiancare le Pies
Ho seguito alla lettera il procedimento della Scorzetta tranne che per la marmellata; io avevo i mirtilli freschi e ho preparato una "salsina"/cremina al momento con lo zucchero di canna.
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Dato che spesso, un po' per necessità e un po' per sperimentazione mi piace veganizzare quello che cucino...
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...non sarà una vera sablèe ma veganizzare queste pie è presto fatto. Basterà sostituire al burro la margarina (senza grassi idrogenati) e all'uovo una giusta quantità di latte (vegetale ovviamente) per poter lavorare l'impasto. Più che una sablèe una frolla/brisè molto margarinosa.
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Buona giornata ^_^
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SuGGERIMENTI: la margarina non è consensentita agli intolleranti al nickel, in quel caso il burro andrà bene o, a "mali" estremi, utilizzate olio di oliva; olio di semi di girasole per un sapore più delicato.
"La musica è il genere di arte perfetto. La musica non può mai rivelare il suo segreto più nascosto".
(Oscar Wilde)

sabato 17 ottobre 2009

World Bread Day

Dopo un'intera stagione di panificazione sfrenata...stavo per perdermi l'occasione di partecipare anch'io al World Bread Day. Una corsa contro il tempo ormai visto che la scadenza è tra poco meno di mezz'ora. Proviamo.
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L'idea è nata mettendo assieme una serie di ingredienti ricevuti a mezzo pacchi (per l'esattezza 3) direttamente dalla Puglia. Profumi, colori, sapori semplicemente unici. Tutto merito della produzione propria di proprio padre e della pazienza di propria madre nell' inscatolamento.
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Tra lavoro, notti insonni e sveglie all'alba ultimamente faccio fatica a fotografare tutto quello che cucino. Spesso mi dico che è un vero peccato perchè alcune delle cose che mi sono pappata "furtivamente" avrebbero meritato un posticino in questo spazio. Ad ogni modo, per cominciare...
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" Girelle a lievitazione naturale con cachi, zucca & CO"
Ingredienti:
  • 300 gr di Manitoba
  • 100 gr di Farina di Altamura di grano duro
  • 250 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di burro (margarina per la versione VEG)
  • 1 pizzico di sale
  • i semi di una decina di bacche di cardamomo verde
  • la scorza grattuggiata di un limone BIO
  • 200 gr tra zucca e cachi VANIGLIA (scegliete voi la proporzione)
  • 1 cucchiaio di rum
  • latte scremato (latte di riso per la versione VEG)
  • mandorle intere (o a lamelle) di Puglia
  • zucchero a velo
PROCEDIMENTO: per prima cosa preparare la purea. In un pentolino, tagliare a tocchetti la zucca e i cachi in proporzione, aggiungere un po' di latte scremato (o di riso) e lasciar andare a fuoco basso. Con un mixer ad immersione frullare i cachi e la zucca,aggiungere i semi delle bacche di cardamomo e lasciar raffreddare.
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In una ciotola a parte unire il lievito madre con le farine, la scorza del limone, zucchero, burro fuso. Aggiungere la purea di cachi/zucca con un cucchiaio di rum e cominciare ad amalgamare versando il latte un po' per volta; per ultimo un pizzico di sale. Lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Lasciar lievitare per 3 ore in un luogo caldo e riparato.
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Trascorse le tre ore riprendere l'impasto e formare delle pezzature (circa una decina). Per la formatura ho seguito ancora una volta il procedimento delle briosches col tuppo di Anice&Cannella per cui vi rimando qui.
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Ottenute le dieci palline seguendo le indicazioni per l'arrotolamento, formare dei cilindretti e stenderli leggermente con un mattarello (facendo attenzione a non sgonfiare eccessivamente l'impasto). Otterrete una sorta di rettangoli sufficientemente lunghi.
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Spennellare la superficie di ogni rettangolo con un "emulsione" di latte e burro fuso. Aggiungere le mandorle a lamelle o intere al centro di ogni striscia che andremo a richiudere/piegare a metà. Arrotolare ognuna di esse fino a formare le girelle.
Lasciar lievitare per almeno ancora un ora.
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Porre sul fondo del forno un pentolino con dell'acqua e infornare a 200° per i primi 20 minuti, successivamente abbassare la temperatura a 180°e proseguire con la cottura finchè saranno dorate in superficie. Sfornare e spolverizzare con dello zucchero a velo aromatizzato alla vaniglia.
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Ottime a colazione, hanno riscosso parecchio successo superando addirittura il famigerato pan di zucca, ecchiselaspettava da un ennesimo esperimento improvvisato ^_^
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Buon weekend & buon inizio settimana tutti.
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martedì 15 settembre 2009

Le mille & una...definizione

La Milano di queste ore si sta dando da fare a ricordarmi che l'estate è ormai alle spalle. Piove da qualche giorno e le temperature si sono notevolmente abbassate, tantè che pure la mia "patta" madre se nè accorta e ci mette più tempo a lievitare nonostante io la metta al calduccio con tutte le sue copertine preferite O_o
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"Ma insomma, è ora di darsi una regolata"...lho convinta a fare bene il suo dovere e abbiamo sfornato queste "pagnottelle" buone buone e "colorate". Essì perchè, OVVIO, ci ho messo del mio pure stavolta :|
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Pane PITA o ARABO, cè addirittura la PI"TT"A tipico pane calabrese...o tipica focaccia salentina? Insomma di definizioni ce ne sono tante, togli na "T" , aggiungine un'altra e vedi cheTTì viene fuori O_o
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Io ho seguito in parte la tradizione araba (procedimento), in parte quella pugliese (farina di grano duro di Altamura) e per finire cho messo pure un pizzico d'Abruzzo e di Sardegna (zafferano) O_o E le roselline che centrano mo? Eccentrano c'entrano...per la prossima ricetta ovviamente ^_^ Piccolo indizio che tanto indizio non è, potrebbe essere tutto e "niente". Ecchè è?? Si accettano scommesse :D
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Pane PITA (arabo) a lievitazione naturale con zafferano
  • 340 gr di farina Manitoba
  • 160 gr di semola rimacinata di grano duro di Altamura
  • 200 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 2 cucchiaini di sale ( i miei non erano molto salati quindi si sposavano bene anche con il dolce)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiai di olio di oliva di Puglia padre-made
  • 1 bustina di zafferano
  • 300 ml di acqua tiepida (o poco più)
  • farina di grano duro per spolverare i panozzi ^_^
PROCEDIMENTO: In una ciotola, sciogliere il lievito con una parte di acqua, aggiungere l'olio di oliva e lo zafferano, mescolare facendo si che quest'ultimo si sciolga perfettamente. Unire le farine, lo zucchero e l'acqua restante cominciando a impastare. Per ultimo (da non dimenticare) unire il sale e impastare ancora fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, soprattutto coloratissimo.
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Coprire la ciotola con la pellicola e un panno, sistemare in un luogo caldo (munitevi di doppie copertine) per almeno 3 ore. Trascorso il tempo necessario, riprendere l'impasto ormai raddoppiato, rovesciarlo su un piano e ricavarne 9 pezzature per ognuna delle quali faremo un giro di pieghe. Stendere ogni pallina fino ad ottenere tanti dischetti sottili, a occhio, un 5 mm. Sistemare i dischetti su un telo infarinato, coprire e lasciar lievitare ancora due orette.
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Riprendere le Pite, spolverizzare ognuna con un po di farina di grano duro; sistemare in una teglia rivestita di carta forno e infornare alla massima temperatura (per me 200°). Basteranno una decina di minuti.
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La caratteristica di questo pane è quella di non aver bisogno di una cottura lunga (cooomodo) ma di temperature elevate che lo fanno rigonfiare in maniera notevole creando uno spazio vuoto all'interno. Avrete tante tasche che potrete rimpilzare un po' come vi piace.
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Le mie non erano sufficientemente slurpose, mi sono limitata a utilizzare ingredienti ULTRA LIGHT ma voi potete sbizzarrirvi con qualcosa di più sostanzioso. La mia versione è consigliata anche a chi possiede caprette o coniglietti ^_^
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"Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto. Cominciò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo".
(Mario Zucca)

domenica 6 settembre 2009

Lampo(ni) di genio

Pollo si...ma non solo. Questa è una di quelle ricettine che ti danno tanta soddisfazione proprio perchè le tiri fuori all'ultimo minuto, non si sa perchè non si sa per come.
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Appena tornata dal lungo viaggio in Puglia ho rivisto la mia "fida" fatata, ci siamo regalate una notte fatata tutta a base di cibo, chiacchiere e "sventure" (a ognuno le sue) varie.
Come al solito, ero alla ricerca di un piattino invitante che eliminasse intolleranze (io) e celiachia (lei) in un colpo solo.
Una ricetta dell'ultimo momento appunto e, ad essere sincera, data la stanchezza e il mal di testa derivato dal viaggio&company, di trovate interessanti non me ne venivano in mente nemmeno una O_o
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Così mi sono diretta al reparto gastronomia e ho acchiappato le prime due cose che ho visto, crudo e formaggio spalmabile di capra. La mia testolina pensava di arrangiarsi con degli involtini totalmente differenti. Soltanto che...
  • .oO(mannò che banale!)
  • .oO(vabbè ci metterò qualche spezia strana per...)
  • .oO(no no, notte fatata, ricetta fatata!)
  • .oO(IDEA!)
Quando vado al supermercato ci metto sempre troppo tempo proprio perchè non mi accontento mai. Finalmente tornata a casa però, ho visto in frigo altri due ingredienti magici e... Quale capra e capra! Alla capra ci penso un altro giorno, stavolta...TADAAAAN! Proviamo! Sapore fantastico! Un dolce/salato favoloso, merito anche del tipo di vino utilizzato.
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INVOLTIN(i). Al plurale si...ed effettivamente involtini erano solo che ce li siam pappati tutti. Se nè salvato uno che ho immortalato il giorno seguente dato che era ormai sera. La fida - "Ma poi non fai le foto?" -. Incredibile ma vero, lho contagiata con la mania del click ad ogni piatto e si preoccupava LEI che non fotografassi la ricetta O_o
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In ogni caso, quando cè di mezzo la fida le ricettine vengono sempre bene; spesso si tratta proprio di primi esperimenti e sicuramente contribuisce la tranquillità che si respira nell'aria. Io cucino tranquilla, lei si rilassa a vedermi cucinare O_o Siamo normali? Ecchilha mai detto. Due casi patologici attualmente incurabili :|
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INVOLTINI DI POLLO & prosciutto crudo S. Daniele con un cuore di lamponi e foglie di basilico fresco di Puglia.
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Ingredienti:
  • 4 fette di petto di pollo
  • 4 belle fette di prosciutto crudo S.Daniele
  • lamponi freschi
  • basilico fresco (2 foglie per ogni involtino)
  • vino bianco dolce Moscato d'Asti
  • uno spicchio d'aglio
  • olio extravergine d'oliva di Puglia
  • una puntina (era davvero ina) di dado vegetale
  • sale
  • pepe nero
  • cotone per legare gli involtini
PROCEDIMENTO: Su un piano, allargare le fette di petto di pollo; salare e pepare entrambi i lati. Coprire un lato con due belle foglie di basilico sulle quali andremo a mettere i lamponi. Tagliare a metà i frutti e adagiare un po' di essi su ogni fetta di carne facendo attenzione a non eccedere con la quantità per facilitare l'arrotolamento.
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Arrotolare le fette, intorno alle quali arrotoleremo a loro volta, le fette di prosciutto crudo S. Daniele. Legare con il cotone.
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In una padella far appena soffriggere uno spicchio d'aglio con l'olio extravergine e rosolare su tutti i lati gli involtini. A questo punto, sfumare con il vino bianco dolce. Aggiungere ancora vino fino quasi a ricomprire la carne, la puntina di dado e sale a piacere.
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Coprire e lasciar cuocere la carne per almeno 5/10 minuti. Trascorso questo tempo, togliere il coperchio e continuare a cuocere ancora qualche minuto finchè il vino si "restringa" un po'.
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I lamponi lasceranno fuoriuscire un po' della loro "acquetta" e ne deriverà una salsina leggermente colorata, densa al punto giusto grazie al vino e al dado. Servire gli involtini con la salsina fatata e buon appetito! Ops, mi raccomando...ricordatevi di non mangiare anche il cotone! :D
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Buona domenica e buon inizio settimana a tutti.
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"Sua madre gli aveva detto che era un genio. Da quel giorno lui cercò di entrare in tutte le lampade che trovava".
(Antonio Ricci)

lunedì 17 agosto 2009

La casa dov'è

Sembra trascorsa una vita fa dall'ultima volta che ho pubblicato una ricetta e a dire il vero quest'oggi non sono nemmeno dell'umore giusto per ricominciare.
Fatto è che questa golosità era ormai in archivio da troppi giorni e così mi è sembrato giusto postarla.
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Prima di partire per le mie due settimane di mare mio padre ha portato a casa un bel cestino di more selvatiche e io mi sono subito messa all'opera perchè non andassero sprecate.
Nonostante le more non siano nella lista dei miei frutti preferiti devo dire che questa volta l'aggettivo "fantastiche" è l'unico che mi viene in mente per definirle.
Alla ricerca di qualcosa di davvero sfizioso sono finita nel blog de "LA MUCCA SBRONZA" e mi sono ritrovata di fronte questi dolcetti tipici d'Abruzzo.
Così ho unito l'utile al dilettevole e ho provato anch'io a "produrne" un po', senza dimenticare di apportare le mie solite modifiche personali.
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Un mega "pasticcino" dolce e rustico, soffice e fragrante al tempo stesso...al sapore di casa e al sapore di quella che vorrei fosse la mia nuova casa.
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Per il procedimento fate pure un saltino qui.
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A seguire gli ingredienti della mia rivisitazione.
Cliccate sulle immagini per gustarvi meglio (quantomeno visivamente) questi dolcetti.
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Ingredienti per la FROLLA:
  • 220 gr di farina 0
  • 80 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di burro
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 2 cucchiai abbondanti di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • 1 pizzico di sale
  • latte q.b.

Ingredienti per il "RIPIENO":

  • 3 uova
  • 1/2 bustina di zafferano
  • 250 gr di ricotta di mucca
  • 125 gr di more di rovo Puglia Made
  • 3 cucchiai di zucchero aromatizzato alla vaniglia
  • 1 pizzico di sale
  • scorza grattuggiata di un limone

Cottura in forno preriscaldato a 180° per circa 30/40 minuti finchè saranno dorati in superficie.

Un tripudio di colori e sapori.

Grazie a tutte coloro che, pur sapendomi assente, sono passate lasciandomi una traccia della loro visita.

Baciotti dalle colline Pugliesi.

"La solitudine, a volte, è la miglior compagnia. Non fa mai domande inopportune e spesso da delle risposte."

(Gabriele Martufi)

giovedì 30 luglio 2009

Note agrumate

Eccoci dinuovo ^_^
Per concludere momentaneamente la serie di ricette Gluten free vi propongo un'altra verrine davvero buona.
L'idea mi è balenata lo stesso giorno in cui ho cucinato le fettuccine in occasione del pranzetto fatato con Sarah (con la H sisi :D).
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Nonostante il caldo pazzesco di quel venerdì ci siamo comunque dirette verso il mio negozio BIO preferito ^_^
In realtà avevo già tutti gli ingredienti per questo dolcetto ma ormai andare al biologico è un po' come farsi un giro al lunapark :D
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Stavolta per fortuna non abbiamo fatto nessun incontro del terzo tipo.
Generalmente ogni luogo ha il suo marpione di fiducia O_o
Negozio bio?... "marpione BIO"!
Come riconoscerlo: appartiene alla classe dei "so tutto io", nel peggiore dei casi è quello che pur avendo le idee chiare pone una serie di domande come se non sapesse nemmeno dove si trova O_o
Frasi ricorrenti: "davvero? - maddai!- non lo sapevo!"
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Dopo le fettuccine il dolcino ci stava tutto! :)
Nonostante fosse la prima volta che preparavo un pan di spagna Gluten free (per altro senza uova) il risultato mi ha soddisfatta in pieno.
Sono partita con un idea che si è evoluta più volte finchè...metti quello, sostituisci quello, aggiungi quell'altro...magia!
La vera magia poi, l'ha fatta il cardamomo (idea dell'ultimo minuto) che abbinato al sapore del pompelmo mi ha regalato un risultato sorprendente!
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Alla base del bicchierino una purea di mela con una spruzzatina di succo di pompelmo e zucchero di canna.
Per finire, la mia amata crema di yogurt greco che trovo perfetta per il periodo estivo :)
Ricorrente ma semplice, veloce e di una bontà che non stanca mai e (mi) conquista sempre ;)
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Ingredienti per il PAN DI SPAGNA:
  • 260 gr di farina di riso GF
  • 100 gr di fecola di patate GF
  • 60 gr di ghee
  • 5 cucchiai di zucchero di canna tipo Perù (Alce Nero)
  • 1/2 bustina di cremor tartaro
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • la scorza grattuggiata di un pompelmo giallo
  • i semi di una decina di bacche di cardamomo verde
  • un pizzico di sale
  • latte di riso q.b.

Per la PUREA & la CREMA di yogurt:

  • 2 mele Golden
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • succo di pompelmo q.b.
  • 170 gr di yogurt greco 2%
  • 2 cucchiani di miele ai fiori d'arancio
PROCEDIMENTO: Cominciare dal Pan di Spagna.
In una ciotola unire la farina di riso e la fecola, a seguire il cremortartaro e il bicarbonato. Mescolare e aggiungere zucchero di canna, la scorza grattuggiata di un pompelmo giallo, i semini di cardamomo, un pizzico di sale e il ghee precedentemente fuso; amalgamare il tutto.
A questo punto versare il latte di riso, quanto basta ad ottenere un composto cremoso e senza grumi facendo attenzione a non mescolare troppo.
Rivestire una tortiera con la carta forno e versare l'impasto.
Infornare a una temperatura di 180° per almeno 15 minuti, il tempo varia in base al forno che possedete.
Controllare la cottura con una forchetta, quando verrà fuori pulita vorrà dire che il pan di spagna è pronto :)
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Nel frattempo, in un pentolino far cuocere per qualche minuto la mela tagliata a tocchetti con il succo di pompelmo e lo zucchero.
Ottenere una purea con il mixer che metteremo alla base del bicchierino.
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Una volta cotto il pan di spagna ricavare dei dischi con un tagliapasta o con il bicchiere stesso.
Porre un disco sopra la purea e concludere con lo yogurt greco a cui avremo precedentemente aggiunto il miele ai fiori d'arancio.
Servire fresco.
Mi è piaciuto un saaaAAAAccco! :D
Qui dalla Pujja per ora è tutto. Una ricetta, una corsetta, venerdì si va al mare.
Passo e chiudo ^_^
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"L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi."
(Kahlil Gibran)
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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Solidea&Ale: "A.A.A. CARDAMOMO"